Login    lunedì 16 settembre 2019  
logo ASBN
   Text/HTML Riduci  

Laboratorio su "I Sogni...."

a cura di dott. Antonio Carollo 

     
 Stampa   
   Enter Title Riduci  

In questi giorni di Luglio 2007 si è svolto in ospedale un laboratorio interessante sul tema del sogno e del sognare. Da molto tempo i ragazzi che frequentano il reparto "dialisi" mi avevano chiesto di parlare insieme dei sogni e dei loro significati. E così è iniziata un’attività suddivisa in più giornate, in cui tutti insieme abbiamo parlato del dormire, del sognare e anche di alcuni sogni che loro fanno di frequente.

Si è cercato di dare spazio ai loro commenti, alle loro domande, alle loro riflessioni. L’obiettivo dell’attività, infatti, non era solo quello di spiegare la struttura dei sogni, secondo il contributo di alcune teorie psicologiche, ma anche e soprattutto dare nuovi input ai ragazzi sui loro sogni e sulle loro esperienze quotidiane.

Per fare ciò si è scelto di commentare insieme alcuni libri che, in modo diverso, parlano dell’attività onirica. E si sono fatti paragoni tra il sogno e l’arte, al fine di analizzare con immagini concrete ciò che era stato detto in teoria. Dunque si è parlato di sogni, analizzando i sogni in letteratura, in pittura, in architettura, in fisiologia. Confrontando impostazioni diverse si è arrivato ad una visione più ampia di quello che è il sogno per l’essere umano.

In questa pagina potete leggere una descrizione degli incontri che si sono svolti. A completamento di ciò, il disegno di una bimba che svolge dialisi peritoneale a casa, ed ha descritto un suo sogno per mezzo delle due doti grafiche.

Buona lettura a tutti!

dott. Antonio Carollo

 

 

Primo incontro

Nel primo incontro si sono tracciate le linee base dell’attività.

Si è parlato del sonno e delle fasi che lo compongono. In modo particolare si è fatto riferimento alla fase "R.E.M." che ha molto interessato i ragazzi per le sue caratteristiche.

Si è mostrato ai ragazzi i libri che sarebbero stati analizzati nei giorni successivi e si è invitato i ragazzi a portare anche loro dei libri sui sogni. Tutti sembravano conoscere il nome del libro "L’interpretazione dei sogni", di Freud. Una ragazza ha proposto di portare un libro di "smorfia napoletana", ed è sembrata una cosa utilissima, per poter confrontare modi diversi di comprendere i sogni.

Si è parlato anche di come il contesto interagisce con il contenuto del sogno (ad esempio quando si dorme in una posizione scomoda, oppure quando si dorme in un ambiente con dei rumori che disturbano) .

 

Secondo incontro

Prima di iniziare si è chiesto ai ragazzi, cosa facesse venire loro in mente la parola "sogno".

Ecco alcune frasi significative:

"I sogni son desideri".

"I sogni possono essere incubi"

"Sognare e dormire"

"Sognare ad occhi aperti, che è diverso dal sognare di notte"

"Nei sogni sappiamo fare di tutto e soprattutto cose nella vita normale non sappiamo fare".

Partendo da questo, e soprattutto dalla frase semplice ma significativa "i sogni son desideri", si è parlato dei sogni, utilizzando lo schema presente in un cartellone precedentemente scritto.

Ecco gli argomenti che sono stati toccati:

 

"Freud ha scritto "L’interpretazione dei sogni nel 1899… ma prima?" . In questo punto si è fatto riferimento al fatto che i sogni sono un evento che ha sempre interessato l’essere umano. Nei secoli, spesso, si pensava che i sogni servissero a pronosticare il futuro, oppure per portare fortuna. La lettura della "smorfia napoletana" è servita ad iniziare in modo divertente e spensierato nel tema dei sogni.

"Il sogno come allucinazione nella paralisi motoria: le diverse fasi del sogno: la fase REM". Questo punto è servito per parlare più ampiamente delle diverse fasi che caratterizzano il sonno e di quali di esse siano più collegate all’attività del sognare. Qui abbiamo letto insieme due passi del libro "Alice nel paese delle meraviglie", di Carroll, in cui si descrive il modo in cui Alice passa dalla veglia al sogno e viceversa.

"Cosa succede quando sogniamo? Stimoli esterni, stimoli interni (desideri inconsci) e "resti diurni". Si è parlato insieme di come ciò che abbiamo visto nella giornata può inserirsi nei nostri sogni . Sulla base delle domande fatte dai ragazzi si è anche parlato dei concetti di attenzione e percezione.

"L’inconscio…ma cos’è??" . In questo punto si è fatto riferimento al concetto di "inconscio", cercando di descriverle con poche parole, semplici e chiare.

"La strana forma dei sogni" (inconscio-preconscio-conscio; la censura; elaborazione primaria e secondaria; i meccanismi del sogno: rifacimento visivo, condensazione, spostamento e ordinamento ) . Per parlare della forma strana dei sogni abbiamo guardato insieme alcuni libri di pittura su Magritte, Dalì ed Esher. Attraverso l’analisi di alcuni dipinti si è parlato dei 4 meccanismi definiti da Freud, discutendo insieme di come nei sogni ci siano personaggi in cui sono sintetizzate più persone, e spesso elementi opposti tendano a convergere (ad esempio la notte ed il giorno nei quadri di Magritte, oppure figure ambigue nei quadri di Dalì)

"Il sogno come costruzione e il processo di interpretazione". Par parlare della semplicità e della complessità dei sogni si è usato il paragone di alcuni architetti, come ad esempio Gaudì, in cui palazzi dalle forme anche strane, si reggono perfettamente su basi solidissime. Il confronto tra forma strana e struttura solida.

 

Dopo oltre due ore di incontro si è cercato di giungere ad una nuova definizione del sogno (rispetto a quelle dette all’inizio della giornata) : "Il sogno è una cosa semplice con dietro un lavoro tanto complesso".

 

Terzo incontro

In questo terzo incontro è stato dato spazio ai ragazzi, affinché parlassero di ciò che avevano compreso sui sogni e delle riflessioni che avevano fatto.

Ecco alcune considerazioni che sono emerse da loro:

 

"Una cosa che mi piace dei sogni è il fatto che durante il sogno si vede una storia e si sentono delle emozioni e delle sensazioni collegate a questa storia. Poi quando ci si sveglia anche se sei cosciente del fatto che hai sognato continui a provare quella sensazione. E questo è bello se il sogno era bello. Quando invece mi sveglio dopo un incubo mi sento meglio perché mi dico che era solo un sogno".

 

"Nei sogni mi piace che siamo capaci di fare delle cose che invece nella realtà non siamo capaci di fare".

 

"Sognare di fare delle cose è bello, ma se restano sempre solo dei sogni, diventano ripetitivi; ci danno gioia, ma capiamo che farlo nella realtà sarebbe più bello che sognarlo soltanto".

 

"E’ bello sognare delle persone a cui volevamo bene e che non ci sono più. E’ bello perché possiamo sentirle vicine e possiamo anche fargli delle domande".

 

"Quanto è bello un sogno? Quando si sogna qualcosa che si desidera. Qualcosa che si desidera. Al risveglio capiamo che era solo un sogno e questo dà dispiacere. Talvolta nei sogni può succedere qualcosa di bello che non era un desiderio: al risveglio si è dispiaciuti ma si è contenti di quello che si è segnato".

 

"Tutti quanti sogniamo. Il sogno sembra una cosa semplice che succede a tutti ma dentro è composta da tante fasi. Dentro ci sono tante cose".

     
 Stampa   
     Riduci  
sogni
     
 Stampa   
logo ASBN

SITO NON SPONSORIZZATO E REALIZZATO GRATUITAMENTE A CURA DEI VOLONTARI E DEI SOCI ASBN       

    webmaster francesco leone                     aggiornamento della pagina:   06/03/2017 

free counters

   Iniziative ASBN * Giornalino & altre attività.. * Laboratorio "I Sogni..."
Copyright (C) 2006-2016 nefrologiapediatrica.it   Dichiarazione per la Privacy